lunedì 17 marzo 2014

Guinness chocolate cake







































"Pronto papà?...Sono davanti al reparto alcolici del supermercato. Volevo chiederti un consiglio sul whisky...". Una risata fragorosa scoppia dall'altra parte del telefono.
Certo perchè da un'astemia incallita come me queste richieste risultano sempre parecchio comiche.
Come la faccia di chi, conoscendomi, a casa mia scopre bottiglie di Vermut e Brandy nascoste nella dispensa e aprendo il frigo ci trova lattine di Guinness.
Quella poi...che l'unica vera ragione per cui vi fa capolino tra un paio di carote e un cespo di insalata è per finire in qualche ricetta san-patrizio-style.
Succede così che ogni 17 marzo ne venga stappata una, che ne osservi il colore così scuro, la pochissima schiuma tanto densa, che la annusi e vi ritrovi odori polverosi, di cuoio e tabacco insieme, e poi mi obblighi a riassaggiarla, perchè "possibile che non possa imparare ad amarla?"...e BLEAH!!! puntuale il ricordo del perchè ogni santa volta decida di infilarla in una bella Porter Cake, stordendola tra cannella e montagne di uvetta.
Devo dire di essere affezionata a certe tradizioni ma quest'anno ho deciso di provare un'altra guinness cake. Delle tante in rete mi sono affidata alla bellezza di quella de Il cavoletto di bruxelles (che a sua volta pare essere di Gary Rhodes) e devo dire che è stato amore. 
Non solo il suo colore così scuro e la golosa crema, che fanno il verso ad un grosso boccale di birra irlandese, la rendono molto divertente, ma per una volta quel gusto terroso e terribile al mio palato, regalano quella sfumatura in più ad una torta, che si sente subito essere una torta al cioccolato un po' speciale.

Irish Stew e il St. Patrick's day







































Sul mio perverso e quanto mai strano amore per l'Irlanda s'è già ampiamente detto...non fosse altro che, esattamente un anno fa, la mia mancanza di tempo non mi ha impedito dal pubblicare ben 1, 2, 3 post a tema. 
Dopo un anno posso dire di esser riuscita ad attraversare un Oceano per visitare gli States...ma dell'isola verde ancora nessuna traccia (ma non demordo). 
Quindi non paga di scuse per provare nuove ricette, la mia domenica l'ho passata ai fornelli, questa volta fermamente convinta ad affrontare una ricetta degna d'una cena in compagnia. 
Niente aperitivi, niente pagnottelle o patate-finger food. Da troppo tempo mi rigiravo tra le mani quella ricetta, aspettando il giusto San Patrizio. E a poco son valse le defezioni in corsa, che nel tempo d'attesa era già tutto in pentola...a costo di mangiarmelo tutto io, stavolta dovevo vincere la mia sfida con quello stufato!
Inutile dire chi ha avuto la meglio. Così, dopo un'oretta e mezza, rigorosamente di verde vestita, sorridente e saltellante come un buffo leprecano, mi sono dedicata, finalmente soddisfatta, ad abbellire una piccola ed intima tavola. Certo, dovevo ancora preparare il pane e nel forno c'era una torta che cresceva (e questa storia la passo ad un altro post), ma il più era fatto.
Spiace per chi non sa che si è perso e spiace ancor di più a me, che certo l'idea di mangiarmelo tutto da sola cominciava a non sembrare più tanto squilibrata.

domenica 9 marzo 2014

Frolla alla castagna con caramello salato e frutta secca







































La verità è questa: da troppo, troppo tempo volevo fare una crostata con la frutta secca, di quelle tutte decorate e colorate che vedevo ogni volta che entravo alla caffetteria del Palazzo delle Esposizioni come fossero quadri astratti, di quelle che ti fermi ipnotizzato ad osservarne ogni fila concentrica solo per capire con quante tipologie di frutta e semi fosse ricoperta.
La verità è anche questa: forse da ancora più tempo mi ripromettevo di riuscire ad affondare il dito (pure tutta la mano fosse per me) nel caramello salato...perchè di caramello potrei morire e volevo assolutamente sapere quanto buono potesse essere.
La scusa: trovo un contest davvero interessante a cui partecipare che cerca attraverso la sua tematica di far sperimentare prodotti alternativi e magari rinunciare alle solite farine e "calorie raffinate".
Ecco...non posso certo dire che sia una ricetta "E' Senza...calorie", ma "E' buono" (il caramello salato so già che sarà la mia rovina!) ed è completamente Gluten Free!!! 
Quindi veghino siòri venghino, accorrete celiaci golosi, nemici del frumento, amanti di dolcezze biologiche e appassionati d'arte, che almeno se dobbiamo peccare, pecchiamo con un occhio alla qualità di ciò che mettiamo nel nostro piatto!

martedì 4 marzo 2014

Gnocchetti di ricotta con porri e salsiccia







































Dopo quelli rigorosamente di patate del Venerdì Gnocolar, m'è rimasta la voglia di gnocchi.
Visto che non ho tanto tempo, se facessi quelli di pane? Ufff urge qualcosa di nuovo!!!
Complice un sabato pomeriggio di un paio di settimane fa, dedicato alla lettura di libri di cucina e del mensile Sale e Pepe appena acquistato. Esaltata come una bambina davanti ad un gioco nuovo, mentre sorseggiavo un caffè, minimizzando quindi il rischio acquolina ad ogni pagina, mi ero appuntata delle ricettine assolutamente da provare.
Non è più venerdì ma per concludere in bellezza il Carnevale (che poi inizia la Quaresima!...beh sì qua si dovrebbe aprire un capitolo di come per me si apra invece il periodo di cioccolato, uova, dolcetti pasquali...) vi consiglio di provare questi gnocchetti. Il sugo, inizialmente a base di radicchio e speck, l'ho ripensato in base alle mie voglie e il mio frigo, ma certo non ci sono più scuse per incolpare le patate sbagliate se non vengono bene. Veloci, semplici e saporiti.

sabato 1 marzo 2014

Frìtole e le feste in maschera







































Non esiste Carnevale senza una festa in maschera! 
Non mi frega nulla che ormai ho passato i 30 anni e non sono più una bambina. 
Ma questa cosa dei travestimenti mi deve essere rimasta addosso fin da quando potevo concedermi il lusso di sfogliare una rivista e aprire gli armadi insieme a nonna per poter scegliere le stoffe giuste per il nuovo costume dell'anno. Avere una nonna sarta e pure parecchio brava, ha fatto di me una bambina davvero viziata che già a 6 anni riconosceva e snobbava i costumi in stock da negozio, per preferire le rifiniture ingegnose partorite dalle magiche manine casalinghe.
Perchè diamine io non abbia imparato ad usare bene una macchina da cucire proprio non lo so, però mentre rischio di cucirmi una falange e osservo una tenda gialla tagliata a metà distesa nel mezzo del soggiorno, pezzi di una vecchia federa, aghi e fili ovunque, penso che, almeno qualche gene, nonna me lo dovrà aver tramandato. E non sia mai che la bimba di 6 32 anni non preferisca un costume fai da te ad uno comprato!
Quindi, ultimi giorni di Carnevale, prende anche quella voglia di frittelle che mai in un intero anno. 
Sottolineo bene che ho detto frittelle non castagnole...frit-tel-le! 
Anzi frìtole, perchè questa è la ricetta di casa mia, con tutti i dosaggi trascritti dal ricettario di nonna (e ringraziate che non ho scritto "a occhio").
Così dopo le sòssole, i dolcetti carnevaleschi colpiscono ancora, unica vera scusa per me per cucinare con la finestra aperta e avvolgermi la testa in un turbante di asciugamani per evitare di profumare di olio di arachidi.
Chissà se posso usarlo per il prossimo costume...mumble mumble...
Intanto osservo una gonna gialla e delle maniche a sbuffo azzurro federa. Nonna sii fiera di me!

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