lunedì 30 settembre 2013

Confettura di fichi bianchi e mele







































Strano come tanto tu possa cercare una cosa più lei sarà fuggevole, si farà desiderare e sarà difficile afferrarla. Strano pure questo autunno in cui è stato più complicato trovare dei fichi che delle arance (possibile?!?).
Ma a dimostrazione della mia testardaggine (o forse che qualche verità si nasconde sempre nel "chi cerca trova") poi sti fichi sono arrivati. Certo non erano belli tanto quanto quelli con cui quasi un anno fa ho farcito la pizza, ma per una buona confettura andavano benissimo. Quindi dopo vari esperimenti in vasetto (pere, melagrane, zucca) la nuova arrivata dolce e delicata mi farà compagnia nella dispensa e nelle prossime colazioni.

sabato 28 settembre 2013

Trofie al pesto genovese







































"Il sole a settembre mi lascia vestire ancora leggera, il fiume riposa negli argini aperti di questa distesa. Tu mi dicevi che la verità e la bellezza non fanno rumore. 
Basta solo lasciarle salire, basta solo farle entrare.
E' tempo di imparare a guardare. E' tempo di ripulire il pensiero. 
E' tempo di dominare il fuoco. E' tempo di ascoltare davvero..."

Giorni fa leggevo in rete delle parole davvero azzeccate che dicevano come settembre sia un mese in transito, non più estate e non ancora autunno. Il mese dei rimpianti e delle aspettative per il futuro. Un mese in qualche modo dove un po' si muore e si rinasce. Un mese pieno di contraddizioni, in perenne stato di metamorfosi e mai definito.
Tanti progetti e decisioni e la malinconia che mi accompagna sempre sul finire dell'estate. Questo mese sta quasi per terminare come forse questo stato di strano limbo in cui mi trovo sempre ogni anno in questo periodo. Ma che il sole splende ancora alto e i profumi sul mio balcone si fanno ancora sentire.
Ecco che prima che faccia troppo freddo per poter sperare in una resistenza superiore del mio basilico, meglio concedergli la sua giusta e gloriosa fine.
C'è voluto tanto e tante sono state le ricerche in rete, sui libri, tanti gli esperimenti...ma alla fine sono giunta a quella che per me è stata la versione più riuscita di Sua Maestà il Pesto.
Quello genovese eh...per cui per non rischiare di offendere la vera ricetta ligure ho fatto di tutto, dal ricercare basilico con tanto di carta d'identità autentica, all'olio extra vergine più giusto, fino allo scoprire l'esistenza addirittura di un Consorzio Pesto Genovese (che ringrazio per la loro preziosa ricetta). Basta con i pesti scuri, marroni e ossidati, basta alla velocità del mixer e alla semplicità del "butto tutto insieme e frullo"...la mia è una vera e propria petizione al gusto e alla poesia del ritorno alle origini.
E alla prossima giuro che arriverà anche un vero signor mortaio in marmo! 

ps: visto che Genova ultimamente incrocia i miei pensieri, un caro abbraccio a mia cugina (che ora forse potrà darmi il suo parere) e l'augurio che la sua nuova avventura la porti lontano.

domenica 22 settembre 2013

Insalata bianca di frutta e formaggi con mirtilli







































Ci sono momenti in cui realizzi (o semplicemente ti ricordi) di quanto sia importante dire "sì" alle occasioni, ovvero porsi in modo accogliente difronte a qualunque opportunità la vita ti presenti.
Mi rendo perfettamente conto di quanto sia più facile pensarlo che dirlo (il "sì" intendo) soprattutto perchè: diamine ci sarà pure una cavolo di volta in cui gli yes-men hanno le scatole girate e il desiderio sfrenato di dire "no"...NO? Scettica fino al midollo verso la loro totale e incondizionata positività!
Però il trovarsi, seppur fortuitamente, in una fase ottimistica e di apertura (o pazzia?) tale da accettare di partecipare alle cose più strampalate, ti fa riflettere immediatamente sulla possibilità di aver perso un sacco di occasioni del genere tutte le volte che si è preferito dire no.
Così nel giro di una manciata di giorni, dei semplici sì hanno cambiato l'andamento settimanale e della routine quotidiana, ormai, dopo le vacanze, ritornata anche per me a minare la leggerezza di pensiero e di sorriso.
Nel giro di una manciata di giorni ho detto sì a qualunque cosa mi frullasse in testa...e sulla testa.
Sì ad un cambio drastico nel colore dei capelli, perfettamente tranquilla che in ogni caso i capelli ricrescono.
Sì al rinnovo di alcuni progetti avviati l'anno scorso sul lavoro, perfettamente cosciente che, nonostante il livello di stress che già tra qualche mese mi faranno raggiungere, fuori dal ring io non ci so stare.
Sì allo scovare in ogni angolo di casa qualsiasi indumento e oggetto bianco solo per partecipare ancora una volta alla cena più strampalata di Roma (per chi non conoscesse il Rome White Dinner, arrivato alla seconda edizione, si affretti a rimanerne folgorato).
Sì al ritrovarsi, previa scarpe comode ai piedi, a seguire 200 persone almeno, pronte a misurare e occupare a passo di salsa ogni piazza, via o angolo cittadino.
Ci sono quindi momenti in cui in un batter d'occhio: ti svegli bionda e vai a letto mora;  saltelli un chachacha su una banchina e una bachata dentro un vagone della metro; balli con sanpietrini sotto i piedi, stelle sopra la testa e tutta Roma negli occhi; ti sorprendi della quantità di vestiti bianchi nel tuo armadio e della strana noncuranza verso una bastarda bruciatura sulla tua tovaglia preferita; scopri posti nuovi, nuovi passi, nuovi volti, nuovi sorrisi o semplicemente li guardi con occhi un po' diversi; metti insieme un po' di frutta e formaggi, purchè siano bianchi (perchè anche la scelta dei dettagli fa la differenza), perchè gli altri amici nel tuo tavolo hanno già primo, secondo, dolce e contorno, sono allergici, a dieta o vegetariani...e perchè tanto, essendo al lavoro tutto il giorno, non avresti mai potuto avere il tempo di fare altro.
Le occasioni migliori non danno il tempo di pesare gli ingredienti o scegliere laboriose ricette, ma solo di accettarle o rifiutarle!

giovedì 12 settembre 2013

Ny Cheesecake ai frutti di bosco







































Primo momento da quando ho ricominciato il lavoro in cui ho a disposizione una mattinata di quiete. Anzi, a ben pensarci, il primo momento da un mese a questa parte, visto che le vacanze americane non prevedevano il crogiolarsi pigro tra le lenzuola.
Ad una decina di giorni dal mio rientro in patria mi trovo ancora parecchio stanca e con un intestino alquanto imbronciato. Ma certo lo sapevo che questo viaggio non sarebbe stato una vacanza riposante. Come non è stata una gran scoperta la cucina decisamente discutibile. Eccetto per una cosa: i dolci!
Ecco perchè, sebbene inadatta alla prima colazione, ora che pigramente cerco di organizzare questa giornata nel modo più produttivo possibile, penso che una fettina di cheesecake renderebbe migliore qualunque giornata nera, malinconica o semplicemente solo un po' scarica. Perchè guai ad ordinare pasta o caffè ad un americano...ma non abbiate il minimo dubbio sulla loro abilità nelle cheesecake, che resteranno indimenticabili pure se ordinate in un disperso paesino in mezzo al deserto...
Dopo la mia Cheesecake al caffè oggi quindi vi propongo la più classica delle versioni mentre mi riprometto di esercitarmi per poter raggiungere la bontà di quelle americane (anche se ammetto di essere ad un considerevole buon punto) e mentre medito che è ora di far partire questa mia giornata con un buon caffè...quello italiano però!

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