sabato 28 dicembre 2013

Apfelstrudel con more e ribes rosso







































Una casa tutta addobbata, decine di babbi natale, una poltrona rossa, tante coperte morbidose pronte per ogni fredda evenienza, una gatta fusacchiosa, una teiera sempre piena e tisane nuove per la vigilia, scatole piene di dolcetti e caramelle, film di natale ad ogni ora, sveglia inesistente, chili di mele, odore di cipolle e spezie, il mio lievito (mon amour), farina e impasti, musiche natalizie e tante vecchie foto, auguri agli amici e diverse chiacchiere, un camino acceso e lucette sparse qua e là. Una parte del mio Natale in famiglia!
A cui bisogna aggiungere inevitabilmente un menù già deciso (quello di nonna) e l'attesa per il dolce (il mio).
E visto che quest'anno le mele sembravano ossessionarmi (sarà il mio nuovo capello da Punk Biancaneve Style o non ne ho idea) il dolce che ho scelto è un classico per mele-dipendenti: lo Strudel di mele..o Apfelstrudel (che il nome "esotico" fa subito chic!!!)
Niente paste sfoglie per far prima! Insomma se non si ha tempo si apre un pandoro ecco (che poi la mia pazzia sta rimuginando pure sul pandoro...mumble mumble).
Così visto che le cose o si fanno bene o non si fanno ho deciso di provare a cimentarmi con la stesura della sfoglia più sottile mai fatta. Poi fiera di me ho pensato che in clima natalizio qualche decorazione a stellina ci stava benissimo e ho deciso di forare la superficie della mia creatura con qualche "sfiato" artistico. Ne è uscito uno strudel dorato proprio carino. E nel giro di due minuti raffreddandosi ha pensato di pugnalarmi alle spalle e rompersi in tutta la sua lunghezza...
Un bruttissimo, enorme, spaventoso cratere lì ad osservare beffardo la mia reazione (che a dirla tutta prima di arrivare al "10" rischiava d'essere funesta!)
Nessun problema! Il lord inglese che è in me, solitamente molto molto nascosto, noncurante dello smacco ha capovolto letteralmente l'infido strudel e soffocato le ire sotto una gigantesca coltre di zucchero a velo.
Tanto si sa...la neve fa subito Natale!!!

domenica 22 dicembre 2013

Bianco Natale







































"...I’m dreaming of a white Christmas
With every Christmas card I write
May your days be merry and bright
And may all your Christmases be white."

No non mi è venuta la fregola da post, ma A) dopo mesi di trambusti ora per un paio di settimane mi godo la tranquillità da vacanza e B) se non approfitto ora per mostrarvi le quintalate di foto e idee prodotte in anni di tavole addobbate, quando?
Quindi ecco qua un secondo post su tavole e affini iniziato in treno ieri e finito a Verona oggi. 
Il tempo di venire giustamente rimpinzata come un tacchino al pranzo domenicale della nonna (bisogna pur allenarsi per non trovarsi imprepararti al pranzo di Natale!) e di godermi per un po' il calduccio d'un camino acceso, ed eccomi qui a ripescare tra "gli spiriti dei Natali passati".

venerdì 20 dicembre 2013

Una tavola di Natale e l'inaugurazione di un nuovo angolo




































 


E' da quando a ottobre ho soffiato la prima candelina del blog che rimugino sulla voglia di introdurre qualche novità in questo mio piccolo spazio. D'altronde, alla sua nascita, l'intenzione era quella che potesse essere un blog di cucina ma anche raccontare di passioni...le mie.
Nessuna paura, se ne aveste, non è la premessa per snaturare la personalità di questo diario di viaggio, ma invece per arricchirlo con qualche angoletto nuovo che comunque mi appartiene.
Quando si parla di cucina il passo per discutere, oltre che di gusto, anche di presentazione e da lì di mise en place e allestimento, ormai è brevissimo. Inutile dire come l'occhio voglia la sua parte e, per quanto costretta ad una sola alternativa sotto sotto la sottoscritta rimanga una sostenitrice del primato della sostanza...beh tutta la mia vita ruota inevitabilmente attorno alla ricerca di un certo gusto estetico (una bella scatola renderebbe appetibile moltissime mediocrità: ergo l'inventore del detto "l'abito non fa il monaco" a parer mio era un cretino!)

giovedì 19 dicembre 2013

Alberelli al miele e chiodi di garofano







































O Christmas Tree! O Christmas Tree! 
Thy leaves are so unchanging…
O Christmas Tree! O Christmas Tree! 
Thy leaves are so unchanging
Not only green when summer’s here 
but also when ‘tis cold and drear
O Christmas Tree! O Christmas Tree!
Thy leaves are so unchanging.
  
Tra un paio di giorni sarò su un treno per Verona e comincerà il mio Natale.
Ma a parte ricordarvi vecchie ricettine perfette per questo periodo (gingerbread, mince pies, bretzel e croccante), non potevo non accendere il forno (quello della casa nuova!) e provare un nuovo biscottino, che potrebbe tranquillamente essere una soluzione per qualche regalino dolce dolce, in un barattolo ben etichettato o in un sacchettino con un bel fiocco. Il profumo del miele e dei chiodi di garofano hanno riempito la mia casetta e il luccichio della superficie zuccherata sembra sposarsi alla perfezione con quello del mio nuovo alberello da parete di cui vado tanto fiera (tutto fatto rigorosamente in casa in stile ecologic-chic).
Ora regnano il bianco, le luci, i profumi...Rettifico: il mio Natale è già cominciato!

sabato 7 dicembre 2013

Carote al forno e i nuovi colori







































A due settimane dal mio ingresso nella "nuova-vecchia" casa, districandomi ancora tra scatoloni e sacchetti da svuotare, angoli da pulire e oggetti a cui trovare un posto, mi fermo a guardare i pensili della piccola cucina, le piastrelle del bagno e i muri in parte così famigliari. "Visualizza un colore attorno a te..." me lo ripeto ogni tanto come un mantra da quando un caro amico me l'ha dato come compito.
I colori fanno parte della mia vita da sempre, scatole di matite da temperate, pennarelli di ogni forma da riordinare, tubetti da spremere, tonalità da mescolare, stoffe e fili da abbinare, oli e tempere da odorare...così tanto che dire che colore abbia la mia vita diventa molto difficile...pure pensare a quale sia il mio colore preferito è ormai impresa quasi impossibile.
Sarà perchè la mia vita è cambiata spesso, e la mia natura di per sè restia si è dovuta adattare ai nuovi inizi, divertendosi ironicamente dando ormai nomi e titoli ai momenti, assegnando a numerando ognuno di essi perchè abbia un suo posto e consequenzialità (...1.0, 2.1, 3.0...ho perso il conto), assegnandogli un colore...
In effetti anche Picasso ha avuto i suoi momenti colorati, perché non potrei averli anch'io? Difficile definire il colore della vita, ma le sue fasi ce ne hanno uno? Azzurro, blu, rosso...le mie forse sì. 
Cerco nuovi colori attorno a me e mentre progetto quelli di pareti e mobili, osservo quello della luce che entra dalle finestre.

(n.b.: il colore delle carote in origine non era arancione, ma furono create tali in onore di Guglielmo I d'Orange. Per i più scettici: il gusto di queste è identico, ma cercare nuovi colori può essere divertente, no?!)

domenica 17 novembre 2013

Biscotti alla carruba







































Cosa fai quando un tuo collega entrando al lavoro ti ferma e ti fa: "Ho una cosa per te...lo so che tu le conosci! Qua nessuno sa cosa sono..." e ti mette in mano due lunghi fagioloni marroni?
"Carrube!!!". E pensi che facevano sempre capolino nel piatto di Santa Lucia di nonna, non mancavano mai insieme a piccoli dolcetti e frolline. Ma poi rifletti: "A dirla tutta...sai che non le ho mai assaggiate?". 
Così, per continuare la riscoperta di vecchi sapori dimenticati, me ne sono tornata a casa con un piccolo trofeo, le ho addentate per la prima volta e dopo giorni che arredavano la fruttiera ho deciso che dovevo provare a farne qualcosa. 
Il collega siciliano ti ricorda che da lui si utilizzano tanto in pasticceria, però come farina di carrube.
Che problema c'è? Via nel mixer ed ecco qua dei piccoli biscottini profumati, perfetti per rinfrancarsi di ritorno dal lavoro. Non me ne vogliano i colleghi. Gnam.

lunedì 11 novembre 2013

Caldarroste e (fare) San Martino







































Questa è una ricetta? Avrete da obiettare. 
Infatti non lo è per quanto probabilmente ci sarebbe da scrivere un libro per tutte le accortezze da adottare per ottenere una caldarrosta perfetta: incidere la buccia senza intaccare la polpa perchè rimanga più morbida e umida, immergerle nell'acqua prima di cuocerle, richiuderle appena pronte per qualche minuto in un sacchetto del pane ben sigillato perchè si sbuccino con più facilità...e poi la teglia giusta, la temperatura giusta, se c'è un camino ancora meglio...e io ci aggiungo delle belle patate dolci americane (e se non le avete mai provate è un imperativo!) che in famiglia da me erano il giusto accompagnamento alle castagne e ai pomeriggi di chiacchiere e dita fuligginose. 
Tutto giusto ma la verità è che questi sarebbero stati i perfetti ingredienti per oggi: San Martino, castagne e vino (che con il vento freddo portato da questa "estate" si sarebbero sposati una meraviglia!), ma per me oggi San Martino cosa poteva portare se non...un nuovo trasloco? 
Vero che prima di avere una funzionante e nuova cucina ancora ho un bel po' da sistemare, vero che manco sarà del tutto nuova perché i misteri della vita m'hanno riportato ad una casa già conosciuta alcuni anni fa, però comincia oggi il mio "N"esimo san martino e visto che il mio ingrediente preferito per delle buone caldarroste sono i buoni amici...rimando solo un po'. 
Aspettando di poter festeggiare insieme la nuova casetta del Macinino.

domenica 3 novembre 2013

Crostatine all'olio con mele cotogne







































Da qualche giorno osservo divertita gli esperimenti pasticceri di un amico che, deciso a dar fondo alle sue giacenze  "marmellifere", sforna crostate a tutto spiano. La scusa della colazione sta diventando una specie di ricerca della pasta frolla perfetta: giuste dosi, giusti ingredienti, giusta cottura... Nel suo daffare se n'è uscito con l'uso dell'olio al posto del burro e, per quanto la sua conclusione più che giustificata sia stata: "però la frolla con il burro è un'altra cosa!", ho deciso incuriosita che dovevo provarla pure io.
Giusto una settimana fa ho passato la domenica in un paesino del viterbese in occasione della Sagra della Castagna. Giornata deliziosa e quale occasione migliore per tornarmene a casa con una...mela cotogna!?!
Beh sì, le castagne le ho gradite molto e pure apprezzate dentro ad una originale zuppetta che proverò sicuramente a rifare (però questa sarà un'altra storia), ma in questi luoghi lontani dalle città, soprattutto in occasione di sagre e feste di paese, è come se il tempo quasi si fermasse e così, tra una bancarella di chincaglierie e una di vin brulè, capita che si trovino sapori antichi e un po' dimenticati, quelli che la gente fa molta fatica ad apprezzare in un supermercato, ma che a me piacciono tanto...come se potessero sussurrarmi vecchie storie una volta accolti nella mia cucina.
Morale: la mela ha gentilmente accettato di accompagnarmi fino a casa solo perchè io trovassi una scusa per eliminare un vecchio vasetto di cotognata dalla dispensa e io ho provato una variante alla classica frolla di mia madre, sempre utile per amici e ospiti intolleranti ai latticini o più semplicemente a dieta.

lunedì 28 ottobre 2013

Funghi impanati con salvia







































La latitanza da questa mia piccola (e per ora unica) "casa sicura" degli ultimi periodi è subito giustificabile visto che, tanto per cambiare, sono nuovamente in cerca di una casa (in muratura però!)
Magari bastasse uno spazio virtuale...magari, perchè sto soffocando tra annunci, telefonate e visite alle offerte più strane, assurde, folli e sinceramente anche un po' disgustose, che si possano immaginare. 
O meglio...chi vive a Roma troverà tutto questo abbastanza "normale", ma io penso che spacciare per "case" dei buchi di 20mq, quando sono tanti 35/40 (ops su 2 livelli!!!), bagni senza bidet (peccato che ci troviamo in Italia), spazi ammobiliati (che se li presentano vuoti almeno risparmiano su muffa e tarli), angoli cottura arredati (2 piastre elettriche...zero frigo...e zero forno! No vabbè questo è per me inaccettabile!!!), a dei prezzi che superano di gran lunga uno stipendio...è davvero una schifezza! E non servirà a nulla, ma io denuncio questa situazione inaudita, in modo che anche il resto del mondo sappia!
Terminata la fase "sindacalista in pensione", mi perdo a guardare le foto di questa ricettina, sperimentata almeno due settimane fa, in attesa di avere, tra lavoro e ricerca al limite del ridicolo, 10 min per pubblicarla. Parla d'autunno, di quello fatto di boschi e foglie ingiallite, anche se qua ancora porto le maniche corte. Guardo quei funghetti freschi e penso a quanto sarebbe bello poter essere una specie di elfo, un folletto delle foreste, uno gnomo e poter trovare comoda residenza sotto a qualche tetto lamellato o spora spugnosa. Ma sono cresciuta dai tempi in cui giocavo con la mia collezione di puffi di gomma e costruivo le loro abitazioni, interi villaggi, sotto la scrivania del laboratorio di nonna. 
Quindi chiunque abbia un minimo di con-passione e (non si sa mai) avesse notizie di una casa con un forno in quel di Roma compatibile con delle finanze dignitose, rispetto ai tempi di crisi, ma certo non floride...io sono qua. La mia salute spico-fisica ne sarà grata e pure il mio blog. Forse poi un po' anche voi!
Con affetto, il vostro Macinino-ambulante.

giovedì 3 ottobre 2013

Reine de Saba e un anno di blog







































"Lo sai perchè mi piace cucinare?"
"No, perchè?"
"Perchè dopo una giornata in cui niente è sicuro, e quando dico niente voglio dire n-i-e-n-t-e, una torna a casa e sa con certezza che aggiungendo al cioccolato rossi d'uovo, zucchero e latte, l'impasto si addensa: è un tale conforto!" 
(Julie & Julia)*

Esattamente un anno fa come oggi cominciava tutto con un C'era una volta...
Ho pensato così spesso a cosa avrei scritto allo scadere dell'anno che quasi non mi sono accorta che l'anno è realmente passato.
Ora sono qua, affossata sul divano, dopo esser tornata a casa dal lavoro piuttosto tardi, decisamente stravolta, troppo stanca pure per potermi inventare storie che contemplino un "c'era una volta" e un "vissero felice e contenti", devo ancora infilarmi sotto la doccia per lavarmi di dosso una giornata di fatica e di cose che non vanno sempre come vorrei e so che il gallo canterà all'alba per me domani.
Quindi mando a quel paese i bei discorsi celebrativi e beneauguranti, e pure l'esplicitazione di nuove idee e buoni propositi per il futuro di questo spazio (che poi se non riesco a mettere in pratica facevo più bella figura a tacere), prendo quel che resta della torta che ha occupato tutto il mio pomeriggio casalingo di ieri, afferro una forchetta e mangio. E' così che capisco tutto d'un tratto il perchè fosse così giusto scegliere lei per questo post e come sia ironica sotto sotto la citazione che sottintende a questa ricetta, che, diciamocelo chiaramente, all'inizio mi sembrava carina, ma decisamente banale e scontata nel mondo dei foodblogger (e per chi non avesse visto il film consiglio di dargli un'occhiata*).
Probabilmente avrebbe avuto lo stesso effetto una qualsiasi forchettata di un'altra buonissima torta (posto che, a parer mio, sia difficile trovare torte che comunque possano confrontarsi con il cioccolato...e qua ce n'è davvero tanto!), ma ora, con quel gusto e le mandorle e il burro al caffè in bocca, penso ai perchè...
Perchè non è tanto importante la meta, ma il viaggio stesso, e bisogna pur cominciare a camminare per poter dire di aver cominciato il viaggio.
Perchè una volta iniziato il viaggio, ormai tanto vale provare a proseguirlo per vedere come va avanti.
Perchè il cammino migliore probabilmente è quello che ha il sapore delle cose che più ci piacciono.
Perchè ognuno di noi ha il sacrosanto obbligo di seguire le proprie passioni e non c'è niente come il cercare di farlo che può ricordarci quanto valgano.
Perchè ora è in una torta al cioccolato e domani chissà...ma ogni tanto lungo il cammino, oltre a milioni di calorie e una mano alla cellulite, ci si potrebbe trovare una buona dose di affetto e un grande abbraccio.
Tanti auguri Macina Caffè!

lunedì 30 settembre 2013

Confettura di fichi bianchi e mele







































Strano come tanto tu possa cercare una cosa più lei sarà fuggevole, si farà desiderare e sarà difficile afferrarla. Strano pure questo autunno in cui è stato più complicato trovare dei fichi che delle arance (possibile?!?).
Ma a dimostrazione della mia testardaggine (o forse che qualche verità si nasconde sempre nel "chi cerca trova") poi sti fichi sono arrivati. Certo non erano belli tanto quanto quelli con cui quasi un anno fa ho farcito la pizza, ma per una buona confettura andavano benissimo. Quindi dopo vari esperimenti in vasetto (pere, melagrane, zucca) la nuova arrivata dolce e delicata mi farà compagnia nella dispensa e nelle prossime colazioni.

sabato 28 settembre 2013

Trofie al pesto genovese







































"Il sole a settembre mi lascia vestire ancora leggera, il fiume riposa negli argini aperti di questa distesa. Tu mi dicevi che la verità e la bellezza non fanno rumore. 
Basta solo lasciarle salire, basta solo farle entrare.
E' tempo di imparare a guardare. E' tempo di ripulire il pensiero. 
E' tempo di dominare il fuoco. E' tempo di ascoltare davvero..."

Giorni fa leggevo in rete delle parole davvero azzeccate che dicevano come settembre sia un mese in transito, non più estate e non ancora autunno. Il mese dei rimpianti e delle aspettative per il futuro. Un mese in qualche modo dove un po' si muore e si rinasce. Un mese pieno di contraddizioni, in perenne stato di metamorfosi e mai definito.
Tanti progetti e decisioni e la malinconia che mi accompagna sempre sul finire dell'estate. Questo mese sta quasi per terminare come forse questo stato di strano limbo in cui mi trovo sempre ogni anno in questo periodo. Ma che il sole splende ancora alto e i profumi sul mio balcone si fanno ancora sentire.
Ecco che prima che faccia troppo freddo per poter sperare in una resistenza superiore del mio basilico, meglio concedergli la sua giusta e gloriosa fine.
C'è voluto tanto e tante sono state le ricerche in rete, sui libri, tanti gli esperimenti...ma alla fine sono giunta a quella che per me è stata la versione più riuscita di Sua Maestà il Pesto.
Quello genovese eh...per cui per non rischiare di offendere la vera ricetta ligure ho fatto di tutto, dal ricercare basilico con tanto di carta d'identità autentica, all'olio extra vergine più giusto, fino allo scoprire l'esistenza addirittura di un Consorzio Pesto Genovese (che ringrazio per la loro preziosa ricetta). Basta con i pesti scuri, marroni e ossidati, basta alla velocità del mixer e alla semplicità del "butto tutto insieme e frullo"...la mia è una vera e propria petizione al gusto e alla poesia del ritorno alle origini.
E alla prossima giuro che arriverà anche un vero signor mortaio in marmo! 

ps: visto che Genova ultimamente incrocia i miei pensieri, un caro abbraccio a mia cugina (che ora forse potrà darmi il suo parere) e l'augurio che la sua nuova avventura la porti lontano.

domenica 22 settembre 2013

Insalata bianca di frutta e formaggi con mirtilli







































Ci sono momenti in cui realizzi (o semplicemente ti ricordi) di quanto sia importante dire "sì" alle occasioni, ovvero porsi in modo accogliente difronte a qualunque opportunità la vita ti presenti.
Mi rendo perfettamente conto di quanto sia più facile pensarlo che dirlo (il "sì" intendo) soprattutto perchè: diamine ci sarà pure una cavolo di volta in cui gli yes-men hanno le scatole girate e il desiderio sfrenato di dire "no"...NO? Scettica fino al midollo verso la loro totale e incondizionata positività!
Però il trovarsi, seppur fortuitamente, in una fase ottimistica e di apertura (o pazzia?) tale da accettare di partecipare alle cose più strampalate, ti fa riflettere immediatamente sulla possibilità di aver perso un sacco di occasioni del genere tutte le volte che si è preferito dire no.
Così nel giro di una manciata di giorni, dei semplici sì hanno cambiato l'andamento settimanale e della routine quotidiana, ormai, dopo le vacanze, ritornata anche per me a minare la leggerezza di pensiero e di sorriso.
Nel giro di una manciata di giorni ho detto sì a qualunque cosa mi frullasse in testa...e sulla testa.
Sì ad un cambio drastico nel colore dei capelli, perfettamente tranquilla che in ogni caso i capelli ricrescono.
Sì al rinnovo di alcuni progetti avviati l'anno scorso sul lavoro, perfettamente cosciente che, nonostante il livello di stress che già tra qualche mese mi faranno raggiungere, fuori dal ring io non ci so stare.
Sì allo scovare in ogni angolo di casa qualsiasi indumento e oggetto bianco solo per partecipare ancora una volta alla cena più strampalata di Roma (per chi non conoscesse il Rome White Dinner, arrivato alla seconda edizione, si affretti a rimanerne folgorato).
Sì al ritrovarsi, previa scarpe comode ai piedi, a seguire 200 persone almeno, pronte a misurare e occupare a passo di salsa ogni piazza, via o angolo cittadino.
Ci sono quindi momenti in cui in un batter d'occhio: ti svegli bionda e vai a letto mora;  saltelli un chachacha su una banchina e una bachata dentro un vagone della metro; balli con sanpietrini sotto i piedi, stelle sopra la testa e tutta Roma negli occhi; ti sorprendi della quantità di vestiti bianchi nel tuo armadio e della strana noncuranza verso una bastarda bruciatura sulla tua tovaglia preferita; scopri posti nuovi, nuovi passi, nuovi volti, nuovi sorrisi o semplicemente li guardi con occhi un po' diversi; metti insieme un po' di frutta e formaggi, purchè siano bianchi (perchè anche la scelta dei dettagli fa la differenza), perchè gli altri amici nel tuo tavolo hanno già primo, secondo, dolce e contorno, sono allergici, a dieta o vegetariani...e perchè tanto, essendo al lavoro tutto il giorno, non avresti mai potuto avere il tempo di fare altro.
Le occasioni migliori non danno il tempo di pesare gli ingredienti o scegliere laboriose ricette, ma solo di accettarle o rifiutarle!

giovedì 12 settembre 2013

Ny Cheesecake ai frutti di bosco







































Primo momento da quando ho ricominciato il lavoro in cui ho a disposizione una mattinata di quiete. Anzi, a ben pensarci, il primo momento da un mese a questa parte, visto che le vacanze americane non prevedevano il crogiolarsi pigro tra le lenzuola.
Ad una decina di giorni dal mio rientro in patria mi trovo ancora parecchio stanca e con un intestino alquanto imbronciato. Ma certo lo sapevo che questo viaggio non sarebbe stato una vacanza riposante. Come non è stata una gran scoperta la cucina decisamente discutibile. Eccetto per una cosa: i dolci!
Ecco perchè, sebbene inadatta alla prima colazione, ora che pigramente cerco di organizzare questa giornata nel modo più produttivo possibile, penso che una fettina di cheesecake renderebbe migliore qualunque giornata nera, malinconica o semplicemente solo un po' scarica. Perchè guai ad ordinare pasta o caffè ad un americano...ma non abbiate il minimo dubbio sulla loro abilità nelle cheesecake, che resteranno indimenticabili pure se ordinate in un disperso paesino in mezzo al deserto...
Dopo la mia Cheesecake al caffè oggi quindi vi propongo la più classica delle versioni mentre mi riprometto di esercitarmi per poter raggiungere la bontà di quelle americane (anche se ammetto di essere ad un considerevole buon punto) e mentre medito che è ora di far partire questa mia giornata con un buon caffè...quello italiano però!

martedì 27 agosto 2013

Mini pancakes integrali con frutta







































Dopo due giorni in giro per la ventosissima San Francisco su e giu per strade con pendenze assolutamente sconfortanti per i miei poveri polpacci, stamattina ho girovagato per negozi con un caffettone "sbobba" nella speranza di assumere un fare vagamente autoctono (consapevole che tanto basta aprire bocca per venire miseramente smascherata!)
In attesa di imbarcarmi per l'ultima tappa nella Grande Mela prima del ritorno alla madre patria (e ahimè anche al lavoro sob) penso che le colazioni abbondanti di wueste settimane probabilmente mi mancheranno un po': tanti waffle, marmellate, bagle e sciroppi, cannella ovunque...ma pochi pancake. La veritá è che finora negli hotel dove ho dormito al massimo ho provato pancakes prodotti in serie da una inquietante macchina sputa-pancake...e tutto sommato ho pensato che i miei pancake non erano tanto male.
Quindi con il beneficio del dubbio nei confronti delle bakery newyorkesi, dopo la prima ricetta dei pancake, vi lascio questa seconda versione con un mix di farine e la freschezza della frutta.

venerdì 23 agosto 2013

Stecchi gelato allo yogurt e frutta







































Dopo California e Arizona il mio viaggio è continuato tra i Canyon dello Utah e passando dal Nevada è tornato in California. Un girotondo tra le riserve Navajo, terre rosse e polverosi deserti in cui ti aspetti da un momento all'altro di vedere passare un cowboy a cavallo o sorvolare in cielo un paio di condor. A completare il cliche le temperature cocenti che hanno toccato il loro apice nel mezzo della Death Valley (mai nome fu più azzeccato!)
Dopo ore di viaggio notare come nel posto più basso d'America ci siano temperature così alte ha qualcosa di vagamente ironico e riflettere sul fatto che il mio corpo sperimentava per la prima volta i 50 (e più) gradi, ad un certo punto mi ha fatto solo pensare a quanto mi sarei mangiata volentieri una bella granita o un fresco gelato...poveracci sti americani che di gelati ne sanno così poco...eppure con questo caldo ci sarebbe stato proprio bene!

venerdì 16 agosto 2013

Gelo di anguria (Gelu 'i muluni) e il ferragosto italiano







































Mi trovo in Arizona da qualche giorno e dal finestrino dell'auto a noleggio, nei numerosi chilometri che vanno da Phoenix al Grand Canyon, il paesaggio è cambiato, a volte a distanza di qualche ora, in modo impressionante...per non parlare delle escursioni termiche: deserto e cactus, boschi di conifere, praterie sterminate, 45 gradi all'ombra, 18 con pioggia, meno 45 degli autobus (assurda passione americana per i pinguini!!!)
Poi affacciata sul "cratere" e pensando che è sicuramente un gran bel modo per passare il ferragosto...realizzo che è ferragosto!
Qua ferragosto lo è ancora e ridacchio al pensiero delle grigliate del 15, così poco americane, a meno che non ci si affoghi nella salsa barbeque...sicuramente in tante case italiane non sarà poi mancata una fetta di cocomero bello fresco (sostituto italiano a ghiaccio e pinguini).
In questa ricetta ho provato un'alternativa alla solita fetta, un dessert dai colori mediterranei che in Sicilia aromatizzano in vario modo a seconda del posto e che spesso preparano proprio per il ferragosto.
Non sono in Sicilia e nemmeno in Italia, ma destando curiosità spesso ci viene chiesta la provenienza e un sorrisino accompagnato da un divertito "aaahhh" mi ricorda quanto probabilmente siamo riconoscibili all'estero...penso che alla fine sia vero perchè solo un gruppo di italiani in mancanza delle grigliate di ferragosto avrebbe potuto trovarsi a riunire due tavoli tra due stanze comunicanti d'albergo per mangiare pollo arrosto chiacchierando dalla porta. Buon Ferragosto!

lunedì 12 agosto 2013

Pane ripieno con caprese di bufala







































L'ho fatto ancora...sono partita senza preavviso. Almeno senza preavviso per il blog, ma stavolta era da un anno che sapevo di questo viaggio.
Un paio d'aerei, 12 ore, un oceano alle spalle e da 2 giorni mi trovo in California!
Non ancora in pace con il fuso orario nè con l'ossessione americana del fuori misura (dalle auto a quelle delle porzioni a tavola) mi stupisco di un milione di cose e ne fotografo almeno il doppio...ma una cosa è certa: togliendo i dolci, con la cucina americana non vado molto d'accordo. Così alla seconda cena a base di hamburger e patate fritte rispondo con una zuppa messicana (Dio benedica i messicani!) e penso sconsolata alla nostra cucina e al mio povero lievito in attesa del mio ritorno.
Incastrata tra il ballatoio e l'ascensore, che per ora pare avere la connessione migliore, vi mando un pezzetto dei miei pensieri culinari e dopo il primo pane a lievitazione naturale, questo è uno degli ultimi impasti. Tra Sunset Boulevard troppo affollata e ville di Beverly, troppo basse per filari di palme troppo alte, faccio pratica di waffles e fajitas aspettando un saluto all'oceano e a Los Angeles per una nuova tappa

martedì 6 agosto 2013

Timballo freddo di riso e olive e le cene d'estate







































Mattine pigre di sveglie tarde, di mamma che innaffia le piante in balcone, di bagni di sole, di mazzetti di erbe aromatiche a seccare in cucina. L'estate a Verona per me ha necessariamente bisogno delle cene sotto il gazebo in giardino, quando per affrontare i piedi nell'erba bisogna armarsi di spray anti-zanzare, quando ognuno porta una sedia e un pezzo di cena, quando il dopocena è una lunga chiacchiera alla luce delle lampade ad olio e candele alla citronella. 
Se non fosse per il caldo, insopportabile in questi giorni, che fa passare pure la voglia di organizzarsi con nonni e zii, penso che avrei proprio voglia di una seratina così. 
E penso che questo sarebbe uno di quei piatti (se non si va direttamente di pizza al taglio per tutti!) che starebbe meravigliosamente: gusto fresco, estivo come solo il pomodoro sa essere e profumato di aromi appena raccolti. So anche chi lo porterebbe in tavola...uno dei piatti che più mi ricordano mia zia, che ringrazio per questa "eredità culinaria" semplice ma tanto buona!!!

martedì 30 luglio 2013

Sandwich di pesca con crudo e mozzarella







































Chi mi conosce sa benissimo che non sono certo quel che si dice un'amante dello shopping. Spesso il mio andare per negozi presuppone più la chiacchiera con le amiche che l'effettiva missione acquisto.
Inoltre definisco i miei gusti non sempre facili. Ciò nonostante sono ormai consapevole che quando qualcosa colpisce davvero la mia attenzione, non c'è nulla da fare...posso provare a tornare a casa con il portafoglio più leggero ma la mia testa continuerà a pensarci. Così quando qualche giorno fa in compagnia di una mia cara amica e la sua piccola e bellissima principessina in passeggino ho rivisto un vestitino già adocchiato a Roma, non ho avuto certo bisogno di sentirmi dire: "ma che bello!!!"...ero già alla cassa!
La mia domenica in riva al lago è stata in questo modo all'insegna di una sfumatura di viola intenso e punteggiata di tanti aironi oriental style, leggera e corta quel che basta per sentirmi bella nonostante il caldo, oserei dire torrido, della giornata. 
Non cambia nulla infatti essere a Verona piuttosto che Roma: l'afa incombe!
E qua veniamo al punto: alzi la mano chi di voi con i 40° all'ombra di questi giorni non ha voglia di lasciare le pentole a riposo e il forno spento almeno per un po'.
E se come me sentite un estremo impeto di allegria, non solo per i vestiti estivi, ma anche per i colori della frutta di stagione e gli abbinamenti insoliti, allora questo è il post per voi!
Scegliete le pesche più succose, il prosciutto più profumato e la mozzarella più fresca e vedrete che al prossimo aperitivo con gli amici farete un figurone (pure con l'amica schizzinosa sempre attenta alla linea...le ometteremo la finta magrezza della mozzarella!!!).
Lasciandovi più tempo per decidere il vestito giusto per la serata!

mercoledì 24 luglio 2013

Limonata al miele, lavanda e rosmarino







































Mettete un caldissimo e tedioso pomeriggio di luglio, mettete una casa a Verona impigrita dal sole, mettete di aver lasciato in quel di Roma la piccola-personale-provenza in vaso, ma di averne ritrovato una rigogliosa e cespugliosa in giardino e di essersi ricordati che il rosmarino-più-grande-del-quartiere potrebbe fare meraviglie oltre che con le teglie di patate. 
Mettete infine un ormai palesato amore per alcune ricette di una food blogger bravissima (Sabrine di cui vi invito a visitarne il blog) tra cui ripesco una dissetantissima limonata alla lavanda e rosmarino provata proprio un annetto fa. 
Dopo i frollini, sull'onda della scia viola, una fantastica bevanda "vintage" ma con un profumo meravigliosamente mediterraneo!

sabato 20 luglio 2013

Frollini alla lavanda







































Ho sempre desiderato avere una pianta di lavanda. Così, dopo tanti tentennamenti, ho deciso che nel grosso vasone vuoto dell'ormai ex abete natalizio qualche spighetta viola ci stava proprio bene.
Ha qualcosa di magico quel profumo per me e ogni volta che mi entra nelle narici mi ricorda che forse sarebbe pure ora di esaudirlo quell'infantile desiderio di camminare in mezzo ad un campo intero, per sentirlo non solo con le narici, ma pure con la pelle, come un vestito. Alcuni momenti penso di avere troppi  desideri per riuscire ad esaudirli tutti. Poi penso solo a metterli in fila. Ripenso a quel profumo e sorrido. 
Faccio un biglietto e dopo poche ore mi trovo seduta su un treno. Con me una valigia enorme, perchè non ho la più pallida idea di quanto starò via, e la bellezza di prendere decisioni improvvise, solo perchè va, solo perchè quel giorno se ne è sentito l'odore. In passato ho sopravvalutato troppo spesso il fastidio della fretta, scordandomi che in fondo la mia natura è quella di usare lo stomaco non solo per accogliere cibo.
Non sto andando in Provenza, ma quella sta in fila!

venerdì 12 luglio 2013

Ghiaccioli alla frutta







































Finalmente mi sento davvero in vacanza. E il caldo è arrivato.
Cosa c'è di meglio di qualche ghiacciolo rinfrescante in un pomeriggio di luglio?
E se fosse perfettamente home made con tutta frutta fresca?
Dai su che questi sono facili facili, alla portata di ogni pigrizia...Buona merenda fresca e colorata!!!

sabato 6 luglio 2013

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giovedì 4 luglio 2013

Cous cous profumato alle verdure e i picnic con i grilli







































Poi, a dispetto di qualunque temperatura, arriva l'estate. E la riconosci dal suono delle cicale che entra dalle finestre e dal frinire dei grilli non appena cala la sera, dall'odore di sole e di mare anche quando sei in città, dalla voglia di stare costantemente scalza dimenticandosi le ciabatte in giro per casa, da quei sapori di frutta e verdure fresche che metteresti nel piatto ad ogni ora del giorno, fosse anche solo per il loro colore e profumo, e da quella luce che precede la sera, quella che nè vespro, nè tramonto, quella luce appena dorata che t'arriva negli occhi e che ti bacia mentre ti riappacifichi con la città osservandola dal sellino di una moto o dal parapetto di un terrazzo. Ed è allora che il mio cuore tende ad allargarsi insieme al mio sorriso e, in modi alcune volte inspiegabili, i miei occhi riescono a scorgere molte più cose belle, come se quella luce le facesse vedere meglio. E' allora che, fosse per me, fermerei il tempo. Resterei nei giardini dei vicini a cenare sotto pergolati di kiwi, sui balconi ad annusare il profumo dei gelsomini quando viene sera, in mezzo ad un prato a fare picnic in compagnia dei grilli, sulle terrazze ad osservare la città dall'alto, a contare le case e riconoscere i suoi edifici, a farsi baciare da quella luce per cui non servono parole. Solo cuore.

domenica 23 giugno 2013

Caffè shakerato e l'inizio dell'estate







































Questa non è propriamente quel che si chiama "ricetta". Vero.
Questa è una storia.
E' una storia che racconta di come per me la schiuma e l'aroma di questo caffè segnino il vero inzio dell'estate, quando le colazioni "lente", da anni, diventano il pretesto per un giro mattutino su una bicicletta verde, una capatina al bar con mia madre e le chiacchiere nel negozio di Cristina. 
E' una storia di dolce rinnamoramento per un gusto "amaramente adulto", che diventa così più amichevole, più fresco e perfetto per la calura estiva.
Ma è anche una storia che porta in sè la scelta di un nome e, in questo, l'estrema consapevolezza dell'importanza che la passione dovrebbe avere nella vita di chiunque. Passione in ogni sua forma, come qualcosa di magico che trasuda da ogni gesto di chi fa le cose con il cuore, di chi vive ciò che fa con tutto sè stesso e quindi una storia che racchiude in parte le persone che ho conosciuto e le esperienze che ho fatto durante il cammino di questo percorso.
Questa è una storia che nasconde la forza di chi sa perseguire la propria passione, di chi la mostra, di chi la regala, quando meno te l'aspetti...e del fascino che su di me esercita questa forza.
E' una storia che rimanda alla voglia di mettersi alla prova, al bisogno di fare ciò che non s'è mai fatto prima, che sia una ricetta nuova, un blog o un passo di danza, anche solo per il gusto di poter farsi beffa dei propri limiti che siano racchiusi nella vergogna, nella paura di non riuscire o semplicemente nella abitudine, nella pigrizia o in stupide convinzioni.
E' così che "macinando caffè" ieri ho fatto un nuovo passettino di questo cammino.
A questo brindo con un bicchiere del mio preferito.

domenica 16 giugno 2013

Clafoutis di ciliegie

Nessun dubbio a riguardo: il mio frutto preferito sono loro...le ciliegie!
E come possono non esserlo? Belle, lucide, sanguigne, polpose e buone...buone da morire. Mai detto fu coniato in modo più perfetto dell'"una tira l'altra" per questo frutto meraviglioso. Non sono mai sufficienti quelle che con golosità riescono ad entrare in una manciata di mani, così piano piano ci si riempiono le tasche, ci si addobbano le orecchie (per quale altro motivo altrimenti si troverebbero accoppiate?!?), mentre la bocca è già occupata in un curioso effetto guance a criceto.
L'unico difetto: troppo poco il tempo in cui si può goderne. Quindi quand'è il momento il rischio indigestione è dietro l'angolo (ma ne vale sempre la pena!)
E quando proprio sono così fortunata da avanzarne un po', giusto pensando alla mia povera mamma che le può mangiare solo cotte a causa dell'allergia (!!!)...ciliegia chiama inevitabilmente clafoutis, tiepido gustoso e morbido, semplice come una frittata, un dolce alla frutta che sà davvero di frutta.
E se ci riuscite...ricordate di esprimere un desiderio!

lunedì 27 maggio 2013

Pane naturale di grano duro al rosmarino e un lievito madre tricentenario







































Ebbene sì! Rullino i tamburi e squillino le trombe: dopo tanti e svariati esperimenti di panificazione, farine raffinate o meno, lieviti di birra, freschi, secchi, yogurt, aceti e bicarbonati vari, ieri pomeriggio ho partecipato ad un corso di panificazione con il lievito madre!!! E' stato per me non solo interessante e sicuramente proficuo (visto che ora nel mio frigo riposa nel suo vasetto un "pupetto" che attende la prossima panificazione), ma emozionante a dir poco. In occasione del SoulFood, all'interno della manifestazione, i proprietari di "Q.B.", un curioso negozio romano del Pigneto, coraggiosi promotori della vendita di prodotti "sfusi e alla spina" (che non mancherò sicuramente di andare a trovare appena possibile), collaborando con l'Azienda Agricola Poggi, proprietari del mulino che li rifornisce di farina, bella, genuina, vera, hanno organizzato questo affascinante corso. Annalisa, la curatrice, parlandoci della sua esperienza e storia personale ci ha raccontato una delle storie più belle che esistano, fatta di famiglia, amore delle tradizioni, e passione...tanta. Una passione che ha portato, alla morte della nonna, una nipote a tener vivo un mucchietto di lievito madre trovato dietro alle ante di una cucina, a farlo crescere fino a diventare l'orgoglio del Forno Kentos di Orroli (Sardegna), e infine a giungere a noi. Noi, gruppo di novellini e non, appassionati o solo curiosi, riuniti ieri attorno ad un tavolo in attesa di scoprire le alchimie nascoste dietro ad un lievito vecchio di trecento anni, le magie della lievitazione naturale, le emozioni di far parte di un rito vecchio di secoli e la bellezza e poesia di gesti così veri e genuini.
Che odore ha il lievito madre? Che sapore ha un pane così?
A voi magari poterlo scoprire...
A me rimangono i ringraziamenti: grazie ai proprietari di "Q.B.", grazie all'esperienza del sig. Poggi e al suo mulino, grazie ad Annalisa panificatrice appassionata, grazie a Clara di Bòn Appetit, senza la quale non sarei mai venuta a conoscenza di questo favoloso evento e con la quale ho condiviso l'emozione, al suo ragazzo Riccardo per le foto e grazie al mio coinvolto compagno di esperienze improbabili, che finge di venir "trascinato" nella mischia, ma che, già finito oggi il suo pane, non vede l'ora di rimettere le mani in pasta come me.
(27 maggio 2013)

sabato 25 maggio 2013

Asparagi al cartoccio e mimosa d'uovo







































Peregrinazione tra le cassette di frutta e verdura e penso che quest'anno ancora non ho mangiato un asparago!!!...ed è quasi giugno!?!?!...Beh sul "è quasi giugno" non sembrerebbe affatto visto che la nuova stagione monsonica dopo aver portato diluvi nel mio caro Veneto (e chissà perchè non se ne parla?!?) ha riportato quasi un clima da cappotto anche qua a Roma.
Io me ne frego altamente, decido che è un sacrilegio lasciare quel mazzettino verde lì a guardarmi e mi metto ai fornelli. O meglio al forno. Eh sì...avete capito bene: al forno!
Mai cotti gli asparagi al forno? Nemmeno io prima del mio trasferimento a Roma, quando ho capito che esistevano asparagi ben più piccoli e saporiti dei "giganti bianchi" che si trovano dalle mie parti (e che non m'hanno mai fatto impazzire) e prima di conoscere una mia ex-coinquilina, ragazza siciliana che m'ha presto iniziato ad una facile ricettina che comporta zero fatica, quasi zero scarti, gusto a mille e che da allora mi accompagna ad ogni asparago primaverile, con un sorriso per chi a Verona oltre a ciucciare carciofi, ciuccia pure asparagi e uno ancor più grande per l'amica siciliana che riporta sempre un po' di sole nella mia tavola anche quando non ce n'è molto fuori dalla finestra!

lunedì 20 maggio 2013

Brioches con granella di zucchero alla vaniglia







































Nonostante l'idea che questo passato week end fosse iniziato nel peggiore dei modi, proprio ieri con il sapore di queste nuove brioches ancora in bocca, contenta infondo oltre il malumore di esser riuscita a sfornare qualcosa di nuovo, mi sono trovata improvvisamente nel bel mezzo di un festival di floricultura, un posto magico pieno di semi, fiori e piante mai viste...e udite udite?...pure di piantine di erba madre che finalmente so chiamarsi Tanacetum Parthenium. Inutile dirvi che una di loro sta ora sul mio balcone!
Come si capisce di essere nel posto giusto? E qual'è il posto giusto?
Eppure a volte, magari sbagliando, abbiamo la netta sensazione che non sia quello in cui in quel momento ci troviamo. Me l'ha ricordato un caro amico proprio in questi giorni e m'ha ricordato quanto in passato io stessa sia stata spesso vittima di questa sensazione. Sgradevole, ansiosa come un dubbio o un'incertezza che ci attanaglia e a tratti triste come l'idea che tutto vada esattamente nel verso in cui noi non vogliamo.
Ecco probabilmente il punto. Si è nel posto giusto ogni volta che si ha la piena consapevolezza di essere laddove si è deciso di essere, di fare ciò che si vuole in quel momento e ora. L'analogo della differenza che intercorre tra il lasciarsi trascinare e l'allacciarsi le scarpe per iniziare un percorso.
Non penso che ci siano luoghi-purgatorio in cui dobbiamo stare per espiare chissà quali colpe, luoghi di preparazione a qualcosa di meglio che verrà quando ci sarà dato modo di decidere. 
Certo esistono obblighi nella vita, cose che si devono fare anche se pesano, ne sono consapevole...ma forse non apparirebbero diverse se solo capissimo che comunque sono frutto di nostre scelte? 
Nessuno decide veramente per noi.
Così, nonostante io stessa cada spesso nella "trappola del posto sbagliato", oggi penso che il posto giusto sia proprio dove riusciamo a vedere un fiore che cresce nel cemento...quindi non è tanto un luogo, ma più un modo di essere. Il posto giusto non esiste ma è dentro di noi. E' ovunque e in nessun luogo.
O forse si trova in un recinto di legni accatastati in cui, fuori dal tempo e dallo spazio, per un attimo ti trovi a sorseggiare tè come in un antico rito vecchio di millenni.

sabato 18 maggio 2013

Smoothie alla fragola






































 
Metti un sabato mattina di maggio, sveglia sonnacchiosa, ma diverse cosette da fare nella giornata. Aggiungici un balcone assolato e l'orgoglio di vedere i piccoli fruttini del proprio vasetto ormai rossi e maturi. Non sono le prime fragole dell'anno certo...ma un piccolo desiderio dovrò pure esprimelo!
E fino che attendo che l'impasto delle brioches lieviti, ma prima di mettermi a sistemare casa, lavoro e me...una bella frullatina e un gusto dolce e fresco inaugura le prime colazioni in balcone!

giovedì 16 maggio 2013

Ravioli di uova di quaglia con ricotta e menta su letto di piselli






































"...la vecchia regina, senza dire nulla a nessuno entrò in una camera e mise un pisello nel letto che era in mezzo alla stanza. Quindi prese venti materassi, li stese uno sopra l'altro sul pisello, e vi aggiunse ancora venti piumini. Era quello il letto destinato alla principessa sconosciuta."
Dopo aver fatto i primi esperimenti con la pasta fatta in casa, se come me avrete la voglia irrefrenabile di cimentarvi con i formati ripieni, non dimenticatevi degli ingredienti di stagione, che sanno dare profumo e colore anche alle giornate più spente.
E prima che i piselli primaverili lascino il posto ad angurie e meloni, sgranate qualche bacello fresco che con la menta del balcone, la mia rinata dalle sue stesse ceneri, sono proprio la morte loro!
ps: Volevo segnalare che l'utilizzo dell'uovo di quaglia, nel mio caso dovuto solo al puro fatto fortuito di averle in frigorifero, anche se fa molto "chic" (e per giunta allunga il nome della ricetta da far invidia al ricettario più elaborato) può essere tranquillamente sostituito da due uova di gallina. Niente paura!!!

domenica 12 maggio 2013

Pasta all'uovo







































Niente dolci oggi! Ma come?...la festa della mamma e nemmeno un piccolo dolcettino? un muffin? una cosuccia tenera e zuccherosa?!?
No...niente dolci oggi! Niente dolci ma una grande verità: le cose semplici e fatte con il cuore bastano a parlare di tutto l'amore del mondo! Prendersi cura di chi ci sta attorno, della nostra famiglia e dei nostri affetti, renderli partecipi della nostra vita anche se non li si vede ogni giorno, avere un pensiero felice per loro, provare a regalare uno spicchietto di sorriso, cercarlo in un biscotto, in una stradina immersa nella campagna, in un mazzetto di fiori selvatici, in gesti d'altri tempi che la vita frenetica tenta di farci dimenticare, cucinare per coloro a cui si vuole bene, come uno degli atti d'amore più grandi, cucinare per loro e cucinare con loro, sapere che per le cose belle ci vuole anche tempo e pazienza, la pazienza di scegliere gli ingredienti giusti, dosarli con delicatezza e impastarli insieme, il tempo d'attesa, di riposo, tempo in cui i sapori maturano e le consistenze si aggiustano, tempo di cottura. Ma cose così hanno sempre un altro sapore. 
Come un abbraccio della giusta durata, la soddisfazione nello stendere la pasta fatta in casa, la poesia dell'imparare ricette di famiglia, l'amore di una mamma.
Alle persone che sanno tutto questo, alle mamme e alla mia che me l'ha insegnato.

mercoledì 8 maggio 2013

Torta d'erba madre







































Avete mai provato la strana sensazione di trovare una cosa molto bella, magari sentirvene attratti, divertirvi a perseguirla, a sperimentarla, a vestirvene per provare ogni tanto a sentirvi diversi...ma nonostante tutto percepire che in qualche modo non vi appartiene?
Un'amica ieri mi ricordava una grande verità: quanto sia importante in alcuni momenti ritrovare le cose che ci fanno stare bene. Probabilmente quelle cose che in fondo fanno parte di noi. Senza trucchi o artifici.
Penso che questa torta mi appartenga, non solo come dichiarazione delle mie radici e della mia storia, ma perchè in qualche modo mi somigli molto. 
Semplice, schietta, senza fronzoli, un sorriso a colazione, una coccola a merenda, non una cena formale o una festa a sorpresa, nessun artificio nell'impasto, nessuna promessa d'ingredienti nascosti. Eppure quel colore strano, particolare, non sempre ammaliante, ma certamente di carattere, perfetto in una frittata, in controtendenza per una torta, trova il modo per distinguersi e non somigliare a nulla. Almeno nel profumo, di verde, di terra, di fiori di campo, di erbe dell'orto, aromatico e un pelo pungente. E un sapore inconfondibile, di chi non ama le glasse e le melasse, poco ruffiano ma coraggioso, amaro ma non troppo e per questo, forse, più vera la sua dolcezza.
L'unica verità è che la diatriba per identificare quella che dalle mie parti viene chiamata "erba madre" tra le artemisie, come crisantemo o un parente della camomilla, di cui ricorda i fiori, non avrebbe alcun senso se non fosse che qua a Roma non sanno nemmeno cosa sia. Un'erba spontanea che ho sempre trovato, non solo nei vivai tra il basilico e la salvia, ma comunemente anche negli orti, nei campi e ai margini delle strade, nonostante le mie ricerche, per ora qua risulta ancora introvabile.
Quindi accanto al promemoria ritrovare-le-cose-che-fanno-star-bene va aggiunto: prima o poi in casa mia una piantina la devo avere!

giovedì 2 maggio 2013

Maiale e verdure al profumo d'Oriente







































Santo Ponte e un po' di Santo e meritato Riposo.
I miei, con la scusa, approfittano e vengono a trovarmi. E io tra un giro per Roma e l'altro preparo uno spezzatino di maiale semplicissimo. Basta avere verdure fresche e germogli di soia, che fanno subito oriente.
Riso bianco a lato...e le bacchette potete anche risparmiarle ai vostri ospiti. 
Ma a me divertono sempre un mondo!

giovedì 25 aprile 2013

Apple Pie







































Da un compleanno ad un altro, da una torta...pardon pie ad un'altra.
Il primo questa volta è del mio splendido fratello (che però solo per il fatto di compiere troppi pochi anni non meriterebbe niente!), la seconda è la mitica apple pie.
La scelta è stata semplice visto che pare, almeno nella mia famiglia, che gli uomini di casa stravedano per lei, pensando addirittura che sia: "la miglior torta di mele mai mangiata!", nello specifico tra lei e mio fratello è stato decisamente amore! Non è stato il solo ecco...perchè la crosta assolutamente non dolce e il tripudio di mele all'interno, magari servito un po' tiepido...mmmhhh
La più classica e conosciuta delle torte american-style va assolutamente provata!
E il vero divertimento, almeno per quanto mi riguarda, è l'immancabile ricordo di una Biancaneve che stende la sfoglia per ricoprire la sua torta e ritaglia per bene la pasta in eccesso canticchiando davanti alla finestra aperta sul bosco. Quasi quasi stavo aspettando che i passerotti arrivassero a "zampettare" i bordi...

sabato 20 aprile 2013

La stagione delle fragole e una crostata







































Mi sveglio stranamente presto anche questo sabato mattina, pensando "meno male visto la mole di lavoro che ho da fare", ma con zero voglia di occuparmene.
Almeno non prima di aver alzato la tapparella del balcone e rimirato la produzione di fragole del piccolo vasetto rosso, che da una settimana ha fatto ingresso tra le coltivazioni casalighe.

mercoledì 17 aprile 2013

Cipolle rosse al pollo speziato







































Guardo le unghie della mia mano, grigie e un tocco di viola. 
Viola come qualche ciuffo spudoratamente sfacciato che sbuca ultimamente da sotto i miei capelli. Evidentemente, penso, questo deve essere il mio momento viola, come per Picasso lo è stato il blu o il rosa. 
Viola, colore a volte del lutto, colore anti-teatro ma contemporaneamente dell'introspezione e dell'arte. Mai considerato molto.
Le guardo mentre una mia collega in pausa pranzo chiede: "...ma come fate ad avere il tempo di mettervi smalti?" Infatti, penso io, il tempo non ce l'ho! 
Come non ho il tempo di curare le piante in balcone, di sistemare le mie foto, di cucinare e fare una miriade di altre cose che ogni giorno cerco di incastrare ogni dove. 
Ma cosa saremmo senza queste cose che "non abbiamo il tempo di fare"? Cosa saremmo ogni tanto senza un pizzico di spezie e un tocco di colore qua e là?
Viola, colore anche delle cipolle. Chissà perchè si ostinano a chiamarle "rosse".

***
La mia scelta oggi, 13 agosto, per la Giornata Nazionale delle Verdure Ripiene, promossa dal Calendario del Cibo Italiano.
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